Maratea, la "Perla della Basilicata" o "Dea del Mare" (Thea maris secondo i greci) a pochi km dal B&B, è posta in un bellissimo tratto di costa con pareti a strapiombo sul mare, piccole insenature, spiagge di ghiaia o di sabbia finissima e promontori rocciosi.  Insignita da più di 20 anni della Bandiera Blu, è caratterizzata da paesaggi versatili dove l'azzurro del mare si confonde con il verde della macchia mediterranea e con il grigio scuro delle spiagge di Acquafredda, Cersuta, Fiumicello, la Spiaggia Nera, le Secche, Castrocucco.

La città delle 44 chiese

La Perla della Basilicata

Maratea è una località dai più selvaggi e incontaminati ambienti dell’intera costa tirrenica il cui litorale si snoda per 32 km ed è intervallato da scogli e isolotti, da pareti rocciose alte e ripide ricoperte di fota vegetazione che si tuffano nel Mar Tirreno e che ospitano calette e spiagge.

Ma non solo natura incontaminata e mare cristallino; Maratea è anche arte e cultura testimoniate in architetture di pregio, monumenti di inestimabile valore e torri costiere.

Fondato già a partire dal basso Medioevo un po’ più a valle sulle pendici del monte per renderla invisibile dal mare, al sicuro dagli attacchi saraceni, il centro storico si perde tra stradine, portali e settecenteschi edifici nobiliari tra i quali si distingue Palazzo De Lieto. Dopo una sosta nei caffè della graziosa piazzetta che di giorno rappresenta centro dello shopping con i piccoli negozi di artigianato locale e prestigiose boutique, mentre di sera è fulcro di concerti, mostre e manifestazioni culturali.
Assolutamente da visitare almeno qualcuna delle 44 chiese della città, tutte custodi di interessanti gioielli artistici.

Lasciando il borgo, mentre si va alla ricerca di nuove meraviglie, si possono ammirare le torri costiere (XVI sec.) e il castello di Castrocucco, dal 2005 monumento nazionale, puntando poi verso la località Acquafredda, si può visitare Villa Nitti, struttura di grande valore storico per essere stata la casa del presidente Francesco Saverio Nitti.

I nostri consigli su cosa vedere a Maratea

Cristo di Maratea, Statua del Redentore 

Divenuta ormai il simbolo di Maratea, la statua del Cristo Redentore, seconda per dimensioni soltanto a quella del Corcovado di Rio de Janeiro, è alta 22 metri ed ha un’apertura delle braccia di 19mt.
Realizzata in cemento bianco e marmo di Carrara dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti, venne installata nel 1965 sul margine estremo del punto più alto del Monte San Biagio.
Bianca ed imponente, la statua del Cristo di Maratea, domina tutto il Golfo di Policastro tant’è che la si può visualizzare da ogni angolo della costa.
Posta di spalle al mare, un dettaglio che si definisce solo man mano che ci si avvicina, guarda al centro storico di Maratea ed ai suoi piedi si trovano i resti dell’antica città, denominata “castello” mentre sul lato opposto del Cristo si può visitare la Basilica di San Biagio (VI-VII sec. d.C.).

Grotta delle Meraviglie

La grotta venne scoperta agli inizi degli anni Venti da alcuni operai durante la costruzione della statale 18 che, nel recuperare un martello caduto in una fenditura rocciosa, si trovarono improvvisamente di fronte allo sbalorditivo spettacolo naturale delle cascate e dei ricami di stalattiti e stalagmiti della grotta creati dall’infaticabile e millenaria azione dell’acqua. Si tratta di una delle grotte turistiche più piccole e preservate dell’intero territorio nazionale con un dislivello di circa otto metri. Si presenta come un unico ambiente ornato da colonne, stalagmiti e stalattiti di grosse dimensioni che le hanno fatto guadagnare il nome che porta. Alzando gli occhi molto belle sono le filiformi stalattiti (spaghetti in gergo speleologico), talmente delicate che a volte bastano le sole onde sonore emesse da un qualsiasi rumore a spezzarle. Per visite contattare Cooperativa Mar-Ar-Ethea (Maratea, via Profiti 14, 0973/87.63.38 - 333/1.11.94.42). 

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Spiagge e calette

Non è un caso che la costa tirrenica lucana riesca ad aggiudicarsi quasi ogni anno prestigiosi riconoscimenti ambientali come la “Bandiera Blu” e le “4 Vele”. Non è un caso perché Maratea è un paradiso naturale in cui ammassi rocciosi si “tuffano” nel mare come giganti stanchi.
Location irrinunciabile per chi ama rilassarsi al sole, immergersi in fondali marini profondi e limpidi per la pesca subacquea, ma anche per chi cerca riparo e relax in grotte marine o piccole insenature. Non si può raccontare il senso di libertà di una passeggia lungo le spiagge di ciottoli, che nell’incontro con la luce del sole creano giochi di luminosità da fiaba.
Con i suoi 32 chilometri di costa quella marateota assume un fascino particolare anche perché la sua rocciosa scogliera, che ospita ancora le tracce delle antiche torri di avvistamento, si alterna a piccole spiagge delimitate dall’azzurro del mare e dal verde della macchia mediterranea, dando vita a splendide località balneari: Acquafredda, più a nord, Cersuta, con spiagge tra le più apprezzate, Fiumicello, una delle più frequentate, la Spiaggia Nera, dal caratteristico colore scuro della sabbia, Castrocucco, dove si staglia una delle spiagge più suggestive e la relativa Secca di Castrocucco.

Nel territorio marateota, inoltre, la presenza di gole, insenature, spiagge e grotte consentono al visitatore di dedicarsi ad appassionanti gite in barca o in veliero, ma anche ad avventurose immersioni tra fondali incontaminati.
Grazioso e confortevole il porto di Maratea garantisce servizi e accoglienza ai natanti e nelle serate estive diventa una delle attrazioni del posto.

Il patrimonio artistico-religioso

Maratea non è solo la “Perla del Tirreno”, ma anche la “città delle 44 chiese”, quanti sono i preziosi luoghi di culto che ne puntellano il territorio.
La più antica è la chiesa di San Vito (XI-XII sec), nel centro storico, al cui interno si possono apprezzare affreschi databili tra XIV e XVII secolo. Molto caratteristica è senza dubbio la chiesa dell’Annunziata, per il campanile e la cupola decorata da maioliche verdi e gialle e il portale d’ingresso con due leoni stilofori in pietra di epoca medioevale provenienti da una chiesa del “castello”, la parte vecchia di Maratea.
Davvero belle sono anche la chiesa madre di Santa Maria Maggiore (XIII-XIV sec.), la seicentesca chiesa dell’Addolorata e quella settecentesca dell’Immacolata, che nei suoi sotterranei preserva i resti della trecentesca chiesa di San Pietro, a sua volta impreziosita da affreschi che ne decorano il catino absidale.
Non molto distante dalla chiesa dell’Annunziata si può ammirare anche il cinquecentesco convento dei Minori Osservanti e l’annessa chiesa del Rosario, con opere d’arte dei secoli Sei e Settecento.
Pregevoli affreschi decorano anche la quattrocentesca chiesetta del Calvario.f
Al lato opposto della statua del Redentore si può visitare la maestosa Basilica di San Biagio (VI – VII sec. d.C.), custode delle reliquie del Santo Patrono, al centro di solenni festeggiamenti nel mese di maggio.

“Forse in Italia non c’è paesaggio e panorama più superbi di Maratea”, scriveva Indro Montanelli

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