Aieta, uno tra i "Borghi più belli d'Italia", un comune di origine medievale di circa 800 anime dove sembra che il tempo si sia fermato. A pochi km dal B&B e lontano dai rumori delle località balneari è un intreccio di stradine strette che quasi non pemettono il passaggio delle auto e quindi visitabile quasi esclusivamente a piedi.

da Aetòs-Aquila

Aieta, uno dei borghi più belli d'Italia

Sulla sua vetta Aieta è dominata da un edificio prezioso, imponente, comunemente indicato come “Il palazzo del XVI secolo” che, per la sua storia e le sue fattezze, lascia stupiti. Una dimora appartenuta a diverse famiglie nobili, ad oggi uno dei rari esempi di architettura civile rinascimentale in Calabria.

I nostri consigli su cosa vedere ad Aieta

Il Palazzo del XVI Secolo

Il palazzo, costruzione lunga 50 mt e larga 40 mt alta 3 piani, aveva le pareti completamente affrescate le cui stanze erano adibite ad abitazione, ad ufficio oppure utilizzate per ricevimenti. Scendendo invece nei sotterranei si trovavano le prigioni e le cantine.
Fu dichiarato monumento nazionale nel 1913, per essere poi completamente abbandonato per decenni diventando pascolo di animali e terreno di scorribande dei bambini. Nel 1981, in seguito al crollo della copertura che compromise notevolmente la tenuta stessa della struttura e le opere d’arte impresse sulle sue pareti, il Comune di Aieta ottenne il suo riscatto per usucapione dando vita al restauro terminato agli inizi del 2000, restituendolo alla cittadinanza.

Il Palazzo è visitabile tutti i giorni e d’estate è attivo un servizio di guide turistiche, mentre nei mesi invernali i visitatori possono ammirare in autonomia quel che rimane degli affreschi che adornavano il primo piano. Il piano superiore, a causa del cedimento del tetto, è rimasto purtroppo completamente disadorno ed è stato adibito a sala per le conferenze.
Non mancate di affacciarvi allo splendido loggiato da cui si gode un panorama dal quale è possibile ammirare il tratto di costa posto al confine tra Calabria e Basilicata.

Museo Virtuale, Chiesa Madre, Vico dei Baci

In quelli che erano i sotterranei e che ospitavano segrete e celle del Palazzo, è stato invece inaugurata nel 2012 la sede del MU.VI.D’A, il museo virtuale di Aieta.
È possibile ammirare su supporti digitali la ricostruzione del palazzo in 3D nel momento del suo massimo splendore. Attraverso contenuti multimediali, immagini, animazioni e videoproiezioni in alta definizione su schermi touchscreen è possibile rivivere virtualmente la ricostruzione delle sale affrescate, della cucina nonchè la ricostruzione del Convento di San Francesco posto all'ingresso del paese com'era prima di essere abbattuto..

D’estate poi il palazzo diventa sede di interessanti iniziative culturali 

Nel centro urbano merita una visita la Chiesa Madre di Santa Maria della Visitazione sul cui fianco si trova Piazza Municipio. La chiesa è stata realizzata sui resti di una costruzione di epoca normanna e propone al suo interno diversi affreschi che caratterizzano la chiesa costruita nel XVI Secolo. Da ammirare, in particolare, un quadro ad olio di F. Santafede che raffigura la Visitazione e l’organo Bossi uno strumento di origine seicentesca.  

Sempre in tema religioso si può osservare quelli che sono i resti del convento dei Padri Minori di San Francesco d’Assisi, conservati all’interno del plesso della chiesa di San Francesco. Il patrono di Aieta, San Vito Lo Martire, ha invece una sua cappella posta a meno di 1 km di distanza dal nucleo storico e caratterizzata dalla statua raffigurante proprio il patrono.

Percorrendo, rigorosamente a piedi, le vie ed i vicoli del borgo si possono visitare le diverse cappelle presenti sul territorio ed in particolare la Cappella di San Giuseppe e quella dell’Addolorata al Ponte. Camminando fate inoltre attenzione ai diversi portali in pietra che adornano gli ingressi delle case, lavorati da scalpellini locali tra il 700 e l'800. Sembra incredibile come un posto così piccolo contenga così tante bellezze; come il passaggio nel vico dei baci largo solo 52 centimetri, uno dei vicoli più stretti d’Italia, così detto perché per attraversarlo in due si è quasi costretti a baciarsi.

Valle dei Mulini

Allontanandosi dal centro ed attraversando uno stretto ponte medievale si arriva alla valle dei mulini dove troverete resti di antichi mulini ad acqua, alcuni dei quali di età medievale, posti lungo il letto di un torrente.
Elementi di archeologia industriale, i resti dei mulini rappresentano un legame storico con il fiume, i campi ed il paese. Per secoli i mulini ad acqua, hanno rappresentato uno strumento indispensabile per l’alimentazione di una popolazione urbana e rurale, vitali per un’economia agricola sopravvissuti fino a che non sono stati sostituiti da mulini più moderni ed alimentati ad energia elettrica.

Gastronomia e Sapori

Cereali, legumi, ortaggi e la trasformazione dei prodotti dell’allevamento sono le materie prime che da questo ambiente incontaminato arrivano sulle tavole nei piatti tipici della cucina aietana: pasta fatta a mano condita con i fagioli poverelli bianchi o con i ceci o ancora con sugo di carne di maiale, l’arrosto di capretto, i formaggi, il prosciutto e gli altri insaccati.
Tra i piatti tipici dovrete assaggiare assolutamente i "fusilli", pasta fresca lunga stesa a mano con il ferretto, condita con sugo di carne di capra o di maiale o, all’aietana, con olio, aglio, mollica di pane, acciughe salate e pepe rosso. 
Altra pasta tipica sono i "lagani", fettuccine larghe e spesse accompagnati da ceci o fagioli (i fasuli poverelli di Aita).
Tra i secondi: le cotiche di maiale e fagiolini; la poncia, di melanzane, peperoni, patate, cipolle, basilico, aglio e peperoni; la coscia di castrato o agnello (cossa ‘mbittunata) con aglio, peperoncino, prezzemolo, vino bianco e rosmarino.

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